Il Territorio, Fauna e Flora

Il complesso montuoso è costituito da un massiccio calcareo-marnoso bianco conchiglifero del periodo del Miocene, il cosiddetto Plateau degli Iblei in cui, nonostante il sollevamento che lo ha portato in emersione, gli strati rocciosi si sono mantenuti orizzontali. L’altopiano è stato inciso da numerosi fiumi e torrenti che hanno scavato profonde forre e gole e antiche condotte freatiche di tipo fossile, che rappresentano molto bene l’antichità del fenomeno carsico che caratterizza l’area. Nelle zone costiere, si trova un’arenaria calcarea più recente, dell’epoca del Pleistocene; una roccia sedimentaria che nel sud-est della Sicilia viene denominata “giuggiulena” (il caratteristico tufo), per la sua facile tendenza a sgretolarsi in piccoli sassolini friabili simili ai semi di sesamo. Nella porzione Settentrionale e nei pressi di Monte Lauro, sono presenti aree piuttosto vaste di origine vulcanica. Si tratta di basalti a cuscino, risultato di espandimenti sottomarini, dell’epoca del Miocene.

Il paesaggio tipico di questa zona, compresa tra le provincie di Ragusa, Siracusa e Catania, è caratterizzato da un’estrema varietà di forme e sottotipi: rilievi dolci, vallate nette e gole, nonché la zona costiera, ospitano una flora particolarmente ricca e variegata. La parte centrale è caratterizzata dalla presenza di alcuni boschi a prevalenza di leccio e di muri a secco, tipici di tutta la punta sud-orientale della Sicilia. L’area litoranea invece, alterna colline terrazzate a boschi di macchia mediterranea con enormi distese di ulivi e carrubi antichissimi, vigneti e agrumeti. Dai Monti Iblei hanno origine vari fiumi, tra cui l’Irminio, l’Ánapo e il Cassibile.

Ricca è dunque la zona che offre un sistema di campi chiusi per la vegetazione e la coltivazione. Oltre alla coltivazione del carrubo, dell’ulivo e del mandorlo, troviamo anche campi di primizie quali grano e mais da foraggio, ma anche frutta e ortaggi di uso comune. Una zona dunque, diventata indispensabile per le economie dei molti centri che ruotano intorno a quest’area, come Vittoria, Comiso, e Santa Croce Camerina.

Da qualche tempo, si sta facendo pressione sulla Regione, per rendere l’area dei Monti Iblei, una riserva protetta, con l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei, il primo della Sicilia, che abbraccerà i territori delle provincie di Siracusa (per il 60%), Ragusa (per il 30%) e Catania (per il 10%).

Molte le specie endemiche della zona, come il papiro egiziano, pianta palustre perenne, l’Elicriso ibleo, il Trachelio siciliano, che fiorisce tra maggio e giugno sulle rupi ombreggiate; la Zelkova sicula, arbusto dalle foglie piccole e lobate, la cui unica popolazione, scoperta nel ’91, è presente solo qui, e, tra gli altri, il Limonium syracusanum.

Commenti chiusi